I risultati delle caratterizzazioni morfologica, agronomica e qualitativa di nove varietà locali pugliesi di melone immaturo sono stati presentati dalla dott.ssa Annalisa Somma al "XIV Convegno Nazionale sulla Biodiversità - 1° Convegno Internazionale sulla Biodiversità Mediterranea" (Lecce, 13–15 settembre 2023), con un contributo orale dal titolo "Morphological, agronomic and nutritional characterization of nine landraces of Apulian unripe melon (Cucumis melo L.)".

Le varietà locali pugliesi oggetto di studio sono state: ‘Carosello leccese Tomentoso’, ‘Carosello Scopatizzo’, ‘Carosello di Manduria', ‘Carosello mezzo lungo di Polignano’, ‘Carosello striato tondo di Massafra’, ‘Barattiere’, ‘Spuredda bianca’, ‘Spuredda nera’ e ‘Spuredda fasciata’. I loro frutti sono localmente e tradizionalmente consumati allo stadio immaturo. A causa della elevata variabilità intraspecifica e della mancanza di una descrizione morfologica di riferimento, queste varietà sono spesso confuse e posseggono diversi nomi a seconda del territorio in cui vengono coltivate secondo pratiche locali. Inoltre, non si hanno informazioni circa il loro profilo nutrizionale e il potenziale agronomico. 

Per investigare questi aspetti, è stata svolta una attività di ricerca in collaborazione tra Università di Bari Aldo Moro e ISPA-CNR sedi di Bari e Lecce. 

La coltivazione è avvenuta in pieno campo con allevamento verticale delle piante, che in parte sono state allevate senza interventi di potatura e in parte sono state cimate al secondo nodo in corrispondenza di tutti gli steli laterali. La potatura non ha avuto effetti a livello produttivo, che è stato dello stesso ordine per le varietà in esame. Sono state compilate le schede descrittive internazionali e nazionali per il melone (Cucumis melo L.) per tutti gli organi epigei e considerando diversi stadi fenologici. Alcuni descrittori sono stati approfonditi attraverso apposite strumentazioni, come il colorimetro per la definizione del colore in spazio CIELAB di tessuti interni ed esterni del frutto e il misuratore di area fogliare per le foglie. 

Differenze nel contenuto di diverse classi di composti (clorofilla, isoprenoidi, polifenoli) sono emerse tra i genotipi, che sono risultati essere fonte di composti bioattivi tra cui vitamina E, provitamina A e sostanze antiossidanti. Ulteriori approfondimenti sono in corso e i risultati saranno pubblicati in articoli scientifici. 

La caratterizzazione ampia delle varietà locali contribuirà a tutelarle, valorizzarle e promuoverle come nuovo alimento. 

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