Cos’è la Citizen Science

Di cosa si tratta?

La Citizen Science (CS), è un termine relativamente recente che ricalca un concetto antico: è la scienza che considera il contributo del cittadino.
La CS come la conosciamo adesso si è affermata particolarmente negli ultimo 20 anni, anche grazie ad allo sviluppo della tecnologia, all’uso diffuso della rete, in particolare attraverso i social media ed i dispositivi mobili, che semplificano il processo di raccolta e condivisione dei dati.
Con CS si fa riferimento al processo di produzione della conoscenza scientifica in cui attori non scientifici o non professionali  (individualmente o in gruppi) partecipano attivamente e intenzionalmente, quindi con “il coinvolgimento del pubblico non accademico nel processo di ricerca scientifica”.

Cosa fa il Di.S.S.P.A.


Il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti (Di.S.S.P.A.) dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro sta realizzando dei progetti di CS per invitare i cittadini interessati a contribuire alla ricerca scientifica attraverso azioni di partecipazione attiva per la valorizzazione di risorse genetiche autoctone regionali.
In tal modo, si intende coinvolgere i partecipanti nella messa a punto di un esperimento condiviso, che prevede la coltivazione di antiche varietà orticole pugliesi e la rilevazione di dati morfologici per la caratterizzazione e l’adattamento delle piante coltivate, con il fine ultimo di promuovere e divulgare la conoscenza delle risorse genetiche vegetali locali e di stimolarne il loro consumo.
Conoscere, coltivare e consumare varietà locali significa rinsaldare i legami con le proprie origini e riappropriarsi del senso di appartenenza ad una comunità.
Il Di.S.S.P.A., nell’ambito dei progetti di ricerca “Biodiversità delle Specie Orticole pugliesi da frutto” (BiodiverSO Karpos) e “Biodiversità delle Specie Orticole pugliesi non da frutto” (BiodiverSO Veg) mette a disposizione dei partecipanti semi di varietà locali di specie orticole che, fino ad alcuni decenni fa, erano molto coltivate in Puglia.
Con varietà locali si intendono popolazioni che non sono state oggetto di programmi organizzati di miglioramento genetico, e che sono caratterizzate da un adattamento specifico alle condizioni ambientali e di coltivazione di un determinato areale, oltre ad essere legate al territorio d’origine attraverso gli usi, le conoscenze, le abitudini e i dialetti, che qualificano la sua comunità.

Una varietà locale, per convenzione, si definisce tale se si presume che la sua coltivazione avvenga sullo stesso territorio da almeno 50 anni, affinché possa fissare le sue caratteristiche peculiari correlate all’ambiente di coltivazione e ai cicli di coltivazione, a loro volta influenzati dalle tradizioni, dalle festività religiose e dal folclore della comunità che vive in quel territorio.

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