È da poco trascorso il Natale, periodo che sempre più negli ultimi anni diventa occasione per allestire i bei borghi pugliesi con scenografiche luminarie e addobbi di ogni tipo capaci di far risplendere la vera magia del Natale e di incantare non solo i più piccoli. L’aria di festa attraversa i vicoli e dappertutto si respira l’odore inconfondibile dei sapori tipici pugliesi. Sono migliaia i visitatori che ogni anno scelgono di raggiungere la nostra terra per immergersi in questa magica atmosfera.
Ma il periodo natalizio, che si apre ufficialmente nel giorno di Santa Lucia (13 dicembre), protettrice degli occhi e della luce, segna soltanto l’inizio di una lunga scia di rituali e tradizioni che pongono al centro la luce e il fuoco, elementi che simboleggiano attesa, purificazione, rinascita.
Il fuoco, oltre che riscaldare, caratterizza il breve inverno pugliese al punto da aver ispirato la nascita della Rete dei Fuochi, un’istituzione riconosciuta dalla Regione Puglia con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare uno dei tratti più identitari della nostra cultura popolare. Dal Gargano al Salento, il nostro territorio regionale vanta un’enorme varietà in tema di riti del fuoco. In diverse località, e in diversi momenti della stagione invernale, sono tantissimi i falò che vengono accesi per rievocare fatti storici o leggendari, tutti in qualche modo accomunati da una profonda devozione religiosa.
Uno dei primi fuochi ad accendersi in Puglia è quello delle Fanòve di Castellana Grotte, in provincia di Bari. La sera dell’11 gennaio si tengono i festeggiamenti in onore di Maria Santissima della Vetrana per rievocare il miracolo del 1691, quando, per intercessione della Santa, Castellana Grotte e i suoi abitanti furono liberati dalla terribile epidemia di peste. Per l’occasione, grandi cataste di legna (fanòve, appunto) ardono in tutta la città, che esplode in un’aria di festa allietata da musiche popolari e specialità enogastronomiche.
Anche la festa di Sant’Antonio Abate (17 gennaio) è rinomata per l’accensione di numerosi falò. Tra tutti spicca quello di Novoli, cittadina della provincia di Lecce conosciuta dappertutto per la sua Fòcara. Si tratta di un unico falò monumentale composto da tralci di vite risultanti dalla potatura che, una volta accatastati, arrivano a superare i 20 metri di altezza. La tradizione vuole che la grande pira realizzata dai maestri pignunai, unici depositari della tecnica che consente di non far crollare il tutto, venga fatta ardere durante la notte tra il 16 e il 17 gennaio. In presenza di migliaia di spettatori, lo spettacolo va avanti a suon di musica popolare salentina sino al giorno successivo.
Più piccola, ma non meno impregnata di tratti folkloristici, è la Fòcara di Serranova, piccolo borgo agricolo situato tra Carovigno e Ostuni, in provincia di Brindisi. Come testimoniato dalle immagini nella galleria sotto riportata, il rito della rinascita è diventato un appuntamento fortemente atteso da tutta la borgata (e non solo). Quest’anno, in concomitanza della festa di Sant’Antonio Abate, è giunto alla sua settima edizione.
Andando ancora avanti di qualche giorno, e passando in rassegna anche il territorio della provincia di Taranto, ci si ritrova nella città di Grottaglie, dove la Rete dei Fuochi di Puglia annovera la Fòcara di San Ciro. Per ricordare il martirio e le pene che il Santo dovette subire prima di essere decapitato, i fedeli costruiscono in suo onore una grande piramide di legna d’ulivo e vite che viene accesa la sera del 30 gennaio.
I falò sono inoltre protagonisti di molti altri imperdibili appuntamenti che celebrano la devozione del popolo pugliese nei confronti della figura di San Giuseppe. Sono da ricordare i Fuochi che si tengono nella provincia di Foggia, a Bovino, Chieuti, Casalvecchio di Puglia, Monte Sant’Angelo, Serracapriola e Vieste, ma anche nella provincia di Bari, a Noicattaro, e in quella di Taranto, a San Marzano di San Giuseppe.
Oltre alle manifestazioni già citate ve ne sono sicuramente molte altre. Magari meno note, ma pur sempre rappresentative della Puglia, la nostra amata terra, che non smette mai di splendere. Grazie all’impegno delle associazioni, che guidano attivamente le rassegne, alla partecipazione dei cittadini e al patrocinio delle istituzioni, ognuna di queste manifestazioni si carica di quel valore che, oggi più che mai, tanto è necessario a tenere le tradizioni al passo con i tempi.
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