Anche in questa edizione, come nelle due precedenti, riferiamo i risultati ottenuti dalle attività di ricerca: dalla caratterizzazione morfologica a quella molecolare, dal risanamento da funghi e virus all’indicazione del rischio di estinzione delle varietà locali (con una grafica sempre accattivante), e poi le foto dei semi di numerose varietà per sottolineare l’importanza del seme, del suo essere bene comune da preservare e, ancora prima, del saperlo riconoscere. Seme da moltiplicare, conservare e mettere a disposizione degli agricoltori.

In questa seconda edizione del Nuovo Almanacco BiodiverSO abbiamo anche delle specie spontanee in fase di domesticazione (borragine, cardogna comune, cappero, senape, salicornia, zafferano, ecc.) coltivate in aziende piccole o grandi; altro esempio di sagacia dei nostri agricoltori e di potenzialità dell’orticoltura pugliese.

In questi tredici anni di lavoro per e con BiodiverSO abbiamo visto affermarsi varietà locali che prima dell’intervento regionale ritenevamo in via di estinzione. L’esempio più emblematico è la Carota di Polignano, che grazie al nostro lavoro, con approfondimenti di etnobotanica e caratterizzazione chimica, con studi sulla biofortificazione e trasformazione alimentare, è diventata un’autentica chicca della nostra regione ed è arrivata anche nei mercati del Nord Italia (e non finisce qui…). 

Finito il progetto BiodiverSO, resta la consapevolezza che la biodiversità è fondamentale per contrastare gli stress biotici e abiotici, per mitigare gli effetti deleteri del cambiamento climatico e per garantire la sicurezza alimentare: le varietà che meglio si sono adattate ai nostri ambienti hanno maggiori possibilità di superare le difficoltà, di adeguarsi alla vocazionalità dei territori e di assicurare cibi locali, stagionali, nutrienti, ecosostenibili. Ma questo lo dobbiamo all’impegno e alla perseveranza di tanti bravissimi piccoli agricoltori.

La biodiversità è la biblioteca della vita. E come una biblioteca è fatta di libri, la biodiversità, la biblioteca della vita, è fatta di (tutte le) forme di vita. 

Ma quanti la conoscono? Quanta ne stiamo perdendo? Stiamo bruciando la biblioteca della vita? 

La biodiversità è un prerequisito per la sicurezza alimentare, ed è necessaria per affrontare le sfide che il cambiamento climatico, la crisi idrica e le emergenze sociali stanno ponendo, in particolare per l’orticoltura, alla sostenibilità e alla resilienza delle comunità. 

In questo libro (il nostro caveau) ci sono i gioielli dell’orticoltura pugliese.

Ma so che, come nella mia biblioteca ho libri che ho dimenticato di leggere e i cui contenuti forse non leggerò mai, perdendoli, anche nella nostra regione rischiamo di perdere parte della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. 

Abbiamo svolto un lavoro immenso, come potrete capire sfogliando o leggendo questo libro: un lavoro indispensabile, frutto dell’impegno e della passione dei Partner dei progetti BiodiverSO e delle persone che siamo riusciti a coinvolgere o che, a loro volta, ci hanno coinvolto. Un lavoro straordinario, che è stato promosso e sostenuto con impegno dalla Regione Puglia; un lavoro bello e gratificante, che ci dà la cifra di ciò che si deve fare per promuovere il cambiamento. Anche per questo siamo in debito con la biodiversità. 

Voglio chiudere questa introduzione col piglio giusto. Lo scorso anno abbiamo registrato con BiodiverSO Veg la prima varietà da conservazione pugliese: la Cima di cola, storica varietà di cavolfiore. Nei prossimi anni, comunque, continueremo a percorrere questa strada: lavoreremo per dare forza al sistema sementiero delle varietà locali, affinché ci sia più biodiversità nei nostri campi.