Gli ortaggi possono essere definiti come quei prodotti raccolti da piante per lo più erbacee, di solito prima che queste abbiano completato il loro ciclo biologico, per essere utilizzati per l’alimentazione diretta, in parte o in toto, crudi o cotti, freschi o conservati, come alimenti per l’uomo.
Il termine "ortaggi" si riferisce alle colture orticole: cioè le specie che sono per lo più annuali (raramente biennali) e che occupano i seminativi per di solito meno di una stagione di produzione.
Gli ortaggi comprendono una moltitudine di prodotti che provengono dall’orto, da qui il nome.
È possibile utilizzarli in tantissimi modi alimentari (a colazione, come primi, secondi, contorni, frutta e dessert, ma anche come bevande) e non solo... Di una specie orticola possiamo utilizzare più organi e tutti gli organi sono rappresentati nell’insieme degli ortaggi.
Altra caratteristica degli ortaggi (essenzialmente per il consumo fresco) è la loro produzione scalare. Inoltre, è possibile avere più tipi di produzione/trasformazione della stessa specie (es. zucchine, cetrioli, cipolle, ecc.). A differenza della frutta delle specie arboree, sono spesso accompagnati da diverse parti di scarto (le foglie adulte e gli steli di cima di rapa, carciofi, finocchio, ecc.).
Se non è chiaro, provate a rispondere a queste domande per capire la biodiversità degli ortaggi:
•    In quale momento della giornata li mangiate?
•    Come li consumate?
•    Li potete trasformare/conservare?
•    Della pianta cosa consumate?
•    La produzione è scalare?
•    Che tipo di utilizzazione ne fate?

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